Danimarca Tales #02

Non potevo andare in Danimarca senza aver visitato Legoland, il parco dei divertimenti tematico del più famoso mattoncino del mondo.
Io, cresciuto a panini di prosciutto cotto e lego, io che ho giocato dai 3 ai 15 anni solo con i famosi mattoncini colorati, che ho avuto praticamente tutte le costruzioni tranne la epica “monorotaia elettrica” che all’epoca costava qualcosa come 210 o 240 mila lire. Io che pur di avere il “Galeone dei Pirati” alla tenera età di 9 anni riuscii a mettere in piedi un piano di mediazione che neanche in “Stand Off” arrivano a tanto, ottenendolo come regalo univoco di compleanno-prima Comunione-Natale e che nel 1990 vinsi le selezioni regionali del Campionato Italiano Costruttori Lego e andai tutto spesato alle finali italiane in quel di Gardaland.
Bene, tutto questo per dire cosa?
Che non potevo non andare a Legoland.

L’entrata di Legoland costa un macello, come Gardaland, ma forse anche un poco di più.
Vi dico la verità, a posteriori non ci sarei andato, avrei preferito fare le giostre del parco Tivoli di Copenaghen. Delusione? Tristezza? Pacco?
Diciamo che Legoland, nonostante una botta di analogie con Gardaland, è un parco dei divertimenti rivolto veramente ai bambini, o comunque a ragazzini che non superino i 14 anni di età.

Ci sono tutte le giostre che trovate anche negli altri parchi dei divertimenti, però non sono rock: le montagne russe non sono particolarmente veloci e non hanno neanche un giro della morte per capirci. In generale è tutto molto bello, ma con sollecitazioni pensate per bambini più piccoli. Credo non fosse un caso che noi fossimo tra i pochi a non avere bimbetti al seguito.
La quantità di italiani presenti all’interno del parco è mostruosa, la cosa chiaramente non è positiva.
All’interno del magico modo dei mattoncini troverete una zona shop dove tutto costerà cifre improponibili e quindi non comprerete praticamente nulla, a meno che non abbiate un figlio e quindi dovrete prendergli qualcosa di costosissimo per evitare pianti inenarrabili.
Passata la zona shop arriverete nella zona “mini mundus“, che non è il nome reale, ma insomma è un parchetto con tutta una serie di riproduzioni di monumenti e parti di città fatte con i mattoncini. Tutto molto bello, passati 5 minuti però ok ciao, basterà.

La cosa che stupisce di legoland è che non è tutto di lego.
Mi spiego: ci sono molti dettagli come animali sparsi nel parco fatti di lego, personaggi, alberelli etc, ma sono un complemento. Per capirci, c’è una parte del parco a tema “old west” ma non è fatta di lego o con macro pezzi che costruiscono le strutture come se fossero di lego. E’ esattamente il villaggio del west che trovate a Gardaland, solo con un paio di dettagli in lego. Per me questa cosa è stata un pacco di quelli senza confini proprio.
Tutto costa tantissimo. Ve lo avevo già detto? Certo che ve lo avevo già detto, ma la cosa deve entrarvi bene in mente, perchè li veramente tutto costa cifre improponibili, del tipo che il menù completo “grill” costa 28 euro con lo sconto. Probabilmente grigliano fiorentine, non so.

Cosa interessante invece il fatto che le giostre non sono passive, nel senso che non vi sedete su una cosa che vi sbarella in giro e fine: molte di loro prevedono una vostra interazione. Del tipo ci sono delle barchette dei pirati in cui voi fate un giro per la piscina e nel mentre sparerete acqua a manetta girando vorticosamente le pompe dei cannoni a lato della nave, combattendo contro le altre imbarcazioni e/o postazioni di terra.
La cosa che magari può essere triste, però anche no, è che essendo l’età media bassissima o altissima (nipoti con nonni ad esempio) nelle attrazioni con un minimo di competizione, otterrete una vittoria schiacciante presi da un attacco di competitività allucinante, per poi essere presi dai sensi di colpa una volta resi conto di aver infranto i sogni di gloria dei vostri piccoli e teneri avversari.

La cosa positiva è che i bambini danesi non sono dei terroristi, rompipalle, king of the vizio, mini mega mostri, come quelli italiani. Di conseguenza la loro presenza non sarà irritante ma anzi, riusciranno addirittura a far compiere a persone come me (che storicamente non sono un amante degli under 18) gesti eclatanti come prenderli in braccio e farsi fotografare con loro. Allego foto dimostrativa perchè è doveroso.
In definitiva:

  • Ha meritato andare a Legoland? Sni. Diciamo che era una cosa che nella mia vita dovevo fare.
  • Ci torneresti? No.
  • Ha meritato andarci? Si perchè dovevo togliermi la smania che portavo da quando avevo 5 anni. Fossi andato a quell’età sarei sclerato di brutto dalla gioia.
  • Lo consigli?Si se avete figli, anche no se non ne avete, si se come me, il lego rappresenta una parte fondante e fondamentale della vostra vita.

Enjoy.

10 Comments

VaLe
Agosto 22, 2011 11:17 am
Style1
Agosto 22, 2011 12:28 pm
DaZa
Agosto 23, 2011 8:05 am
Style1
Agosto 23, 2011 12:01 pm
Alice
Agosto 23, 2011 1:26 pm
Style1
Agosto 23, 2011 2:06 pm
VaLe
Agosto 24, 2011 12:19 pm
L'asciugatrice a gettoni. | Pensieri & Caffelatte
Dicembre 26, 2012 2:15 pm

[…] difendere solo con i famosi impermeabili dal tipico aspetto di sacchetti dell’immondizia, comprati a Legoland. Nella foto allegata vedete a sinistra una immagine scattata da me, all’interno del […]

Ho visto il seguito di 300 | Pensieri & Caffelatte
Marzo 18, 2014 8:33 am

[…] immortali dell’esercito persiano muoiono tantissimo. Questi erano famosi dalla mesopotamia fino a Legoland per essere invincibili: ciononostante un contadino greco al suo primo giorno di guerra, non avendo […]

Lego minifigures | Pensieri & Caffelatte
Aprile 20, 2016 7:09 am

[…] non mangio praticamente più) e Lego. Qualsiasi fosse la celebrazione, il mio regalo erano dei Lego. Mentre molte persone lamentano di averne avuti pochissimi, io posso dire di averne avuti una […]

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