La ballata del bollo auto

Come ogni febbraio, da circa 14 anni a questa parte, mi sono ricordato di dover pagare il bollo auto.
Si, lo so, dovrei pagarlo entro il 31 dicembre o al massimo entro il 31 gennaio dell’anno seguente, ma invece me ne ricordo sempre in puntualissimo ritardo attorno alla metà di febbraio, così inesorabilmente devo aggiungere qualche euro per la multa. E si che collaboro con un blog che parla costantemente di questo argomento, ma non sono proprio in grado di ricordarmene, questo per dimostrare ancora una volta che la gente non legge. O forse è più corretto dire che io non leggo.
Insomma: oggi ho pagato il bollo auto e ci ho perso la bellezza di tre ore.
Vediamo i fatti perché merita.

Ore 09:00 decido di pagare il bollo auto.

Perdo 30 minuti per trovare il vecchio attestato di pagamento; il motivo è semplice: ogni anno l’ho pagato presso un tabaccaio che rilascia il classico tagliandino arancione, mentre lo scorso anno presso “lo sportello dell’automobilista”, che invece rilascia un altro tipo di ricevuta, molto più anonima. Cercando il tagliando arancione ho bypassato più volte la ricevuta di pagamento del 2014 che passava davanti ai miei occhi. Nel frattempo ho pure cercato on-line se lo avessi pagato o meno, risultando di non averlo pagato, scoprendo poi di aver inserito una “o” nel numero di targa anzichè uno “zero”.
Parliamone.
Chiamo anche in concessionario e il mio amico rivenditore mi indica la via.
Trovato il bollettino, trovato il tesoro.

Ore 09:40

Decido per il pagamento on-line perchè siamo nel 2015 e perché la sbrigo rapida che ho dei lavori da finire.
Se abiti in Friuli Venezia Giulia non puoi pagare via internet il bollo auto.
Ma sul serio? Si, allego schermata.
bollo auto friuli venezia giulia
 
Sarà perché siamo una regione a statuto speciale, o perché come il bagno siamo “in fondo a destra”.
Non ancora convinto della sfiga, vado sul mio conto corrente on-line, scopro che esiste la voce “pagamento bollo auto”, mi elevo in uno stato di giubilo ma, una volta entrato nella sezione, ho la conferma che le regioni in cui si può pagare sono le medesime proposte dal sito dell’aci.
Olè.

Ore 10:15

Decido di andare dal tabaccaio a pagare il bollo auto.
Ci vado a piedi, che tanto non è lontano e così il mio braccialetto contapassi mi dice “bravo”.
Arrivo in loco e aspetto cinque minuti che la piccola Martina, di anni 4 e di viola vestita, scelga se far acquistare dalla mamma il pacchetto di figurine 1, 2 o 3 delle Barby.
Quando arriva il mio turno scopro che “gavemo tutte le macchinette tranne quella per i bolli auto“.
Ottimo, non c’è problema, grazie.

Ore 10:45

Raggiungo, questa volta in bicicletta, un altro tabaccaio dove solitamente effettuo questo pagamento.
È uno di quei posti astrusi, che vive sul commercio di gomme da masticare dai nomi astrusi vendute a bambini che vedi solo li dentro, giocate di intere pensioni al lotto e slot machines che macinano a ciclo continuo manco fossero rotative di una cartiera.
“Buongiorno, devo pagare il bollo auto”.
“Si, non c’è problema, ma ti avviso che non funziona il bancomat”.
Eh allora il problema c’è.
Arrivederci.

Ore 11:10

Raggiungo lo sportello automatico della filiale Unicredit della Banca di Staranzano.
In questo caso scrivo il nome perché è giusto che si sappia: sarà un caso, ma da quel bancomat non sono mai riuscito a tirar fuori un soldo. Quattro volte su 5 risultava fuori uso (tra cui oggi), la quinta mi ha mangiato la carta salvo (per fortuna) sputarla fuori casualmente 5 minuti dopo. E per fortuna ero rimasto ancora li a smadonnare (a lato campanile tra l’altro).

Ore 11:30

L’altro sportello automatico da dove posso estrarre soldi per il pagamento è in centro città, di conseguenza posso andare anche a pagare il bollo presso “lo sportello dell’automobilista” che è li vicino.
Entro, faccio la fila e aspetto: ma già intuisco il pacco.
“Scusi, dovrei pagare il bollo auto, avete il bancomat?”
“No”.
Ok, vado in banca e torno tra dieci minuti.

Ore 11:45

cowboy
Arrivo ad un altro sportello automatico, ma un cowboy con tanto di cappello, stivali di coccodrillo a punta e sigaro (accompagnato da tipa in epica pelliccia) mi passa davanti.
Allego foto perché so che sembra poco credibile.
Aspetto, tanto ormai la mia vita mi è già passata davanti 5 volte e non ho più nulla da chiedere al mondo.
Però a questo punto posso capire quelli che decidono di non pagare questa tassa.

Ore 12:00

Torno allo “sportello dell’automobilista”, intanto il braccialetto contapassi festeggia alla grande le mie prodezze sportive e io piango perché il mio fatturato è in crollo.
Pago e torno a casa abbastanza felice, soprattutto perché almeno c’era il sole.
Poi magari avrei dovuto consegnare 18 lavori, ma questa è un’altra storia.
Prossimo anno, sempre a febbraio, ne riparliamo.
Enjoy!

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