Il nuovo logo di Instagram

Una notizia di quelle bomba scatta nel pomeriggio di mercoledì 11 maggio: Instagram ha presentato un nuovo logo.

Viene data al mondo tramite questo video che, poco da fare, è pensato molto bene e mostra i processi che hanno portato al concepimento (o all’aborto, a seconda delle preferenze) del nuovo look. D’altro canto da mesi si era intuito di quanto stessero puntanto forte sui video, rilasciando app agghiaccianti come Boomerang, incrementando la possibilità di tediare gli altri (e distruggerne il traffico dati) portando i filmati da 15 a 60 secondi e regalando (in occasione del World Wide Instameet 13) le spilline con il simbolo della videocamera.
Le reazioni si susseguono rapide e repentine:

  1. Ma dai? E perché?
  2. Ma sti gran cazzi.
  3. Ma che merda è?
  4. NOOOOOOOOOO ho un paio di corsi in partenza e devo aggiornare TUTTE LE SLIDE. Che ormai, come hai avuto modo di imparare, sono IL MALE ASSOLUTO. Volevo utilizzare le ultime presentazioni che avevo realizzato in tempi brevi, ma non ne ho avuto modo.

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Darò un parere a caso: non me ne frega niente. O meglio, mi interessa poco.
Darò un parere da grafico freelance: chiunque lo abbia realizzato ha preso paccate di soldi, quindi bravissimo. Much respect, peace and love. I love you. You are great brò or sistha.

A New Look for Instagram, Inspired by the Community from Instagram on Vimeo.
Darò un parere da utente: dicono di essersi ispirati guardando la community “A New Look for Instagram, Inspired by the Community” che, per una volta tanto, è la prova di quanto serva avere un bravo copywriter (detto anche COPRIWATER). È infatti un modo edulcoratissimo per dire: abbiamo osservato per mesi 400 milioni di utenti disagiati e quello che ne emerge è questo logo di stramerdazza (come sto dicendo in chat in questo istante al mio amico Salvatore Russo, che ha giusto aggiunto questo paragrafo anche nel suo post perfetto). Avrebbero voluto cambiare anche il nome da Instagram a MINKIAGRAM, ma era troppo uno sbattone. E poi ai meno ironici sarebbe sembrato offensivo anziché realistico.
Nello specifico per Instagram la community è rappresentata da:

  • Una tipa con dei capelli assurdi arancioni con addosso tipo l’imbragatura per un paracadute;
  • Una bionda con una maglia a fiori oscena davanti a una parete dipinta a pois;
  • Una fashion blogger davanti a parete arancione;
  • Un tipo con una zucca di Halloween al posto della testa;
  • 45milioni di calorie in mezzo secondo;
  • Una tipa con maschera da gatto che ulula assieme al suo cane (ok);
  • Carrellata di gatti;
  • Un paio di foto in bianco e nero che fa figo;
  • Due mani (con pigmento della pelle differente) che si stringono, che fa sempre molto figo e politicamente correttissimo;
  • Un poco di GayPride che ormai verrà usato anche dal Papa pur di fare engagement;
  • Un uomo con in testa (in senso orario); un hamburger, una pizza, patate fritte, una banana;
  • Un #jumpstagram che passa il tempo ma resta sempre di moda;
  • Un paio di video che cercano di farmi credere che siano fatti con l’iPhone, ma sono stati girati a Hollywood (almeno);
  • Bambola assassina in movimento;
  • Piedi;
  • Posti fighi;
  • Gente che suona cose;
  • Oceano;
  • Video a caso tra video arte, sci, uno che sta cercando di uccidersi facendo il salto della morte, parapendio, piscina di palline, bimbetta che balla (e i pedofili?), ancora un paio di video a cazzo di cui non ho voglia di scrivere;
  • Uomo vestito da orso;
  • Uomo vestito da gallina con coriandoli.

Ok.
Se questo è quanto passa per l’app, e loro hanno preso le condivisioni come spunti cui ispirarsi, che cazzo di logo speravi ne venisse fuori? 😀
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In realtà tutta l’interfaccia grafica è stata rivista: molto più bianca, molto più pulita, molto più lineare. Oh, non puoi lamentarti: sono 12 mesi che pubblichiamo foto con cieli bianchi, maledettamente bianchi, e ora hanno fatto tutto bianco. Prima guarda caso era blu. Potevamo pubblicare foto col cielo blu, invece che aumentare la luminosità a bestia. Ora il risultato è questo: ci hanno osservato e hanno dato una mano di bianco totale.
This is “azione-reazion” baby.
D’altro canto con l’ultima generazione di filtri (quelli molto poco “fai della tua foto un aborto retrò” e molto più “ViSCO tu che visco anch’io“), con il goodbye-formato-quadrato, che in Instagram iniziassero un poco molto a sbattersene le balle del romantico omaggio digitale a quella che fu la tanto amata Polaroid era abbastanza chiaro.
E quindi eccoci qui.
A parlare di niente, come sempre accade nei social.
Eccoci qui con un engagement in linea con la nuova veste dell’app: minimale. Perché se prima dell’introduzione delle ADS, questa piattaforma era proposta come il social con l’interazione utenti più alta, ora buona notte. Ora anche l’engagement è minimale, tant’è che in proporzione prendo più like su facebook che su IG.
Si vive lo stesso.
Tutto questo per dire che minimalizzando tutto, toccava minimalizzare anche il logo. E lo hanno fatto ispirandosi a noi, quindi ce lo meritavamo: significa che abbiamo seminato malissimo. Oppure benissimo. Tanto tra un paio di giorni ce ne saremo abituati e il problema non sussisterà più.
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Il vero fastidio è un altro: se lo scorso anno per realizzare il logo di Instagram e scattare questa foto #fromWhereIstand ci è bastato cercare sassi e bastoncini nel raggio di 30 metri sulla spiaggia, la prossima volta avremo bisogno di setacciare tutta l’Isola d’Elba.
Vabè, vado ad iniziare a mettere da parte i sassetti per il prossimo scatto e a tornare ad utilizzare Paint per disegnare loghi. D’altro canto tutto torna, e quindi anche Paint. Ringraziamo Salvatore che, di questo specifico eterno ritorno, ne è il precursore.
 

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