Il logo. Guida semi-seria per i clienti.

Il logo è uno degli elementi fondamentali per l’immagine di un’azienda, di un prodotto, di un servizio e dovrebbe sintetizzare e rappresentare in modo chiaro ed immediato il soggetto cui si riferisce.
La sua realizzazione è uno dei lavori più creativi, impegnativi ma allo stesso tempo stimolanti che un cliente possa commissionare ad un grafico o ad uno studio. A seconda del cliente, questo potrà poi chiaramente trasformarsi in uno dei momenti più esaltanti o degli incubi peggiori di un grafico.

  • CONSIDERAZIONI INIZIALI.

Iniziamo subito chiarendo un punto fondamentale del processo di realizzazione di questa tipologia di lavoro.
Se siete un cliente, e quindi vi siete rivolti per la realizzazione del vostro logo ad un grafico professionista, molto probabilmente non avete le competenze di quest’ultimo e di conseguenza avete fatto benissimo ad interpellarlo: bravi, il primo passo è buono.
Ora però cerchiamo di non rovinare tutto: non presentatevi dal grafico prescelto con una vostra idea di logo o con lo schizzo disegnato dal vostro amico di turno. E’ cosa nota che tutti all’interno della cerchia amicale o familiare possiedano due figure fisse: un personaggio che non capisce un’ostia di computer e che li mette teoricamente a posto incasinandoli totalmente finchè non sarà necessaria la formattazione da parte di un centro di assistenza serio, un elemento artistoide quasi privo di competenze in materia, ma in grado di utilizzare molto bene (a suo avviso) software di grafica grazie a un corso di venti ore fatto anni addietro presso qualche improbabile ente di formazione.
Nel momento in cui chiederete la realizzazione del logo ad un professionista le cose che dovrete fare saranno: spiegare accuratamente chi siete, cosa fate, cosa volete raggiungere e a chi volete comunicare queste cose. Potrebbe essere necessario pure un sopralluogo del grafico presso la vostra sede per capire meglio la “situazione“, cogliere magari qualche dettaglio che potrebbe essere caratteristico, insomma entrare maggiormente in contatto con la vostra realtà.

  • LA FIDUCIA.

Se vi siete rivolti a un grafico vuol dire che avete fiducia in lui, se avete fiducia in lui vuol dire che credete lui abbia le competenze adatte, se questo avrà le competenze adatte significa che pensate sia il professionista adatto a voi. Se gli presentate una bozza realizzata, come già detto, da voi o da chi per voi, significa che della frase precedente non avete capito un’ostia o che voi vi ritenete superiori. Se pensate che la vostra idea sia buona, sappiate che il 90% delle volte sarà una stronzata, a meno che non siate un illuminato, ma solitamente non lo si è. Sarà una stronzata non perché siete stupidi o ignoranti, ma semplicemente incompetenti, con l’accezione positiva del termine. Siete incompetenti in quanto il vostro campo è un altro e di conseguenza non avete le competenze richieste, non avete la formazione e l’esperienza per valutare quanto sia pessimo quello che state proponendo.
Se il grafico sarà un valido professionista o vi farà capire questa cosa, oppure farà finta di niente, ad ogni modo non ne terrà particolarmente conto, se invece si farà condizionare vuol dire che non è un bravo professionista, oppure che ha particolarmente bisogno di cash.

  • LA MALAFORMAZIONE.

E’ possibile che voi pensiate “Navigo sempre su internet, leggo spesso i giornali, guardo molta televisione: di conseguenza ho visto molti loghi, molte pubblicità e credo di saper riconoscere cosa sia bello e cosa no”.
Potreste avere in parte ragione, più probabilmente siete quasi totalmente in torto.
A causa delle spietate leggi del mercato molto spesso i grafici sono costretti a realizzare lavori pessimi per questioni di tempistiche troppo strette o di assurde influenze ed ingerenze sia da parte del cliente che del capo (che solitamente non è un grafico e nonostante possieda un’agenzia di grafica spesso non ne capisce niente, nonostante creda sia così. Sarà magari uno splendido personaggio a trovare lavori ma non un grafico).
E’ anche vero che spesso sia necessario realizzare dei loghi “brutti” in quanto vanno a rappresentare prodotti dedicati a una fascia di mercato “bassa“, di conseguenza un logo cool sarebbe sviante.
A questo si aggiungono tutta una serie di fattori non secondari quali che la Grafica Pubblicitaria, che è quella che solitamente vedete non è Grafica pura ma è vendere prodotti; che la grafica web è pessima quasi sempre perché messa online dai famosi vostri cugini che sanno usare photoshop o da grafici costretti da clienti più o meno incompetenti a realizzare i loro voleri.
Tutto questo per dire cosa: che a meno voi non compriate con costanza libri del settore, non partecipiate a conferenze di questa nicchia e non abbiate in familia qualche grafico incredibilmente bravo, avete un “occhio” che si è formato seguendo dettami grafici schifosi.

  • IL PREZZO.

Se avete scelto un grafico solo in base al preventivo più basso, ricordatevi che se costa poco, solitamente vale poco.
Richiesta tipica è la seguente “Una cosa veloce, semplice, senza impegno“.
Ricordatevi che intanto veloce non esiste, o se esiste è una forzatura e quindi il lavoro non sarà dei migliori. Più veloce significa spesso meno ragionamenti, meno ragionamenti vuol dire più margine di errore.
Se il logo vi serve da oggi per domani non è colpa del grafico ma vostra in quanto non avete saputo organizzarvi. Ma ad ogni modo a tutto c’è un prezzo e se il logo vi servirà per domani lo si farà comunque, ma ricordatevi che è un’urgenza e quindi se il costo standard sarebbe di “100” quello per l’urgenza sarà di “200” perché andrete a chiedere una prestazione extra, perché il professionista dovrà incasinare la sua scaletta di consegne e, infine, perché così la prossima volta imparerete ad organizzarvi per tempo.
Ricordiamo che “Semplice” dal punto di vista realizzativo non lo è mai, mentre dal punto di vista formale lo è sempre: il logo è sintesi di contenuti, se non è semplice probabilmente non è un logo ma un’illustrazione, oppure una merda. Se siete dell’idea che un logo carico di arzigogoli valga più di un logo estremamente semplice non siete in grado di cogliere l’essenza del concetto stesso di logo, quindi forse non ve lo meritate nemmeno. Potrebbe venirvi presentato un semplicissimo “cerchio + una scritta semplicissima“, a sintesi e simbolo del vostro prodotto ed essere il logo perfetto per voi. E questo sarà il frutto di uno studio e di un lavoro di semplificazione lungo e minuzioso. Se voi ragionate che il grafico “ha fatto un tondo e mi ha chiesto 700 euro: non è possibile” vuol dire che non avete ben presente che cosa sia un logo.

  • LE PROPOSTE.

Solitamente vengono presentate al cliente due proposte, in alcuni casi tre, il giusto sarebbe una: mi spiego.
Quello che il grafico considera il vostro logo è sempre uno ed uno solo, se vi vengono presentate più proposte è solo per farvi contenti, ma solitamente su una si sarà lavorato veramente, le altre verranno buttate su per fare numero. E saranno quelle che poi voi nel 90% dei casi sceglierete, creando profonde depressioni nel grafico che le ha realizzate.
Quando si presentano due proposte avviene una cosa terribile: il cliente inizia a dire “mi piace il pittogramma del primo, ma con la tipografia del secondo” chiaramente non dirà così, dirà tipo “me piasi questo disegno, ma con sta scritta qua“. Questo molto spesso viene accettato dal grafico, ma è come se vedeste uno splendido SUV e una fantastica Lamborghini e decideste per la seconda con le ruote del primo.
Nella stragrande maggioranza dei casi questa modifica verrà accettata da parte dell’autore: solo studi di livello molto elevato possono permettersi di rifiutare, o avere clienti così illuminati da non sparare idee simili.
Se questo succede con due proposte, figuriamoci con tre. Con quattro è apocalisse della progettazione grafica.

Il discorso è sempre quello:
non avete le competenze per fare questi mistioni, il fatto che sia un campo in qualche modo artistico fa credere che tutti possano intervenire nella sua fase realizzativa, ma come non andrete mai a dire al dentista di utilizzare un altro trapano per curarvi il dente, così dovreste smetterla di credere di poter far cambiare font.

  • FORMATI

Fatevi fornire dal grafico il file in formato vettoriale a colori e in bianco e nero, e fatevi inviare lo stesso anche in formato jpeg in alta e in bassa risoluzione, e usate questi file. Se a qualcuno servirà il vostro logo, mandategli i file che vi ha mandato il grafico, non inserite un jpeg all’interno di un word, modificandone casualmente il rapporto delle dimensioni e mandatelo in giro. Sfatiamo anche la credenza che il file in PDF va sempre bene: a me è capitato di ricevere dei pdf contenenti un jpeg. Non stiamo giocando alle matrioske 2.0 e non è che mettendo estensioni casuali ai file questi assumano poteri divini. Un pesce venduto come vitello resta un pesce, poi magari uno lo compra e lo mangia pensando che sia vitello, però di suo resta un pesce. In questo caso uguale: io il logo l’ho usato ugualmente, ma non è che fosse diventato vettoriale, era raster e raster è rimasto.

  • CONCLUDENDO

Siete liberi di fare quello che volete perché viviamo in un paese più o meno libero, ma prima di rompere le balle al grafico di turno ripensate a questi pochi punti che, non saranno la verità assoluta, ma almeno uno spunto di riflessione prima di fare danni. Danni che poi in modo più o meno evidente si ripercuoteranno su di voi e il vostro prodotto, attività o quant’altro.

15 Comments

Federico
Giugno 22, 2012 1:26 pm

Amen.

Alan Franzoni
Giugno 22, 2012 1:45 pm

Tutte belle e buone considerazioni fuorché una: se il logo preparato dal grafico mi fa cagare perché dovrei accettarlo?

stailuan
Giugno 24, 2012 6:53 am

Perchè che a te faccia cagare è poco influente. Che sia bello o brutto è soggettivo, che il logo funzioni o meno è oggettivo. Il fatto che la grafica sia qualcosa di visuale fa pensare a molti di poter intervenire, ed effettivamente è possibile che lo facciano, però ci saranno danni. E comunque dipende da cosa vuoi, se vuoi intervenire personalmente nella realizzazione grafica probabilmente ti basta un esecutivista che sappia usare programmi che non sai. È come scegliere se farsi fareuna casa daun architetto o da un geometra: se dai fiducia all’architetto lui si occuperà di pensare al tutto e tu non avrai le competenze per dirgli che le sue proposte non vanno bene, in alternativa puoi sempre andare da un geometra e spiegargli esattamente come vuoi il progetto e fartelo realizzare tale e quale.
Poi è chiaro che tra quello che ho detto io e il tuo “mi fa cagare” si può trovare un punto di incontro, ma spesso il compromesso è più un modo per finire il lavoro rapidamente che eseguirlo effettivamente bene.poi il logo potrebbe essere anche veramente pessimo a causa delle lacune del grafico, ma in quel caso sarebbe il cliente ad essersi rivolto alla persona sbagliata, e capita molto spesso 🙂

Marco
Giugno 22, 2012 2:56 pm

Intanto vorrei dire una cosa all’autore di questo articolo: grazie di esistere!
Quante verità in questo post, il problema è che spesso il cliente non cerca qualcuno che gli realizzi un logo (o il layout grafico del sito), ma cerca solo un graphic kiddie che diventi il braccio espressivo del suo ego.
Il problema sono i soldi, perchè si ha sempre bisogno di soldi ed uno rischia di accettare di avere il joystick in testa perchè quei 200€ gli servono per l’affitto (o per la tavoletta grafica).
Ebbene non fatelo! Non lasciatevi guidare come marionette, perchè ogni volta che qualcuno vedrà quel logo orribile scaturito dall’intuizione del nipote di 4 anni, oppure quel layout con gli effettini che alla moglie del cugino che una volta ha fatto un corso di design piace tanto e trova cool.. la gente penserà solo una cosa.. che incompetente quel grafico.
Nessuno darà mai la colpa al cliente, pur sapendo che sono dei tiranni, ma le sue colpe ricadranno su di voi.
Imponetevi!

stailuan
Giugno 24, 2012 6:46 am

Grazie, cercherò di esistere ancora allora 🙂
Per il resto le tue puntualizzazioni sono ineccepibili, il problema è che questo errato comportamento di molti porta a una serie di problematiche irrisolvibili per tutti. Credo che il fatto che la grafica sia comunque qualcosa di visivo aiuti il cliente a sentirsi in grado di portare modifiche. Bello e brutto sono soggettivi, che funzioni o meno no, il problema è che dimostrare l’effettivo ritorno o meno in grafica non è mai particolarmente semplice. Comunque ci siamo capiti, non serve dilungarsi 🙂
Grazie per il tuo commento 🙂

zhanco
Giugno 22, 2012 4:26 pm

Perle di saggezza grafica.

Patrizio Benotto
Giugno 22, 2012 8:32 pm

Grazie.
Si può parlare di colpa della clase dei grafici?
Nel corso del tempo hanno permesso l’allargamento della base operativa e ciò ha portato all’abbassamento di qualità e costi ed a seguire perdita di professionalità e forza decisionale.
Che ne dici? Ma soprattutto, come se ne esce?

stailuan
Giugno 24, 2012 6:41 am

Ciao, si sicuramente, non a caso uno dei miei prossimi post andrà contro ai grafici proprio. 😉 tieni comunque presente che i miei post sono composti da una grossa fetta di verità mista ad un poca di esasperazione, per rendere il tutto più roboante. Come in tutte le cose comunque il problema non viene mai da una sola parte ma da entrambi gli attori: enormi colpe sono quelli dei clienti, non da meno quelle dei grafici. Non bisogna dimenticare inoltre l’enorme quantità di personaggi privi di competenze che si spacciano per web designer, grafici e via dicendo che stanno facendo affossare la categoria. Ad ogni modo ne riparleremo in settimana, quando uscirà il post contro i grafici e a supporto del cliente 🙂
Grazie per il tuo intervento 🙂

caio
Giugno 24, 2012 5:26 pm

Bell’articolo, utile e anche divertente – come grafico aspetto il prossimo 😉
@Patrizio: l’era digitale ha permesso a tutti di diventare fotografi, grafici, editori e articolisti. Questa democrazia digitale ha aspetti molto positivi: tutte le piccole comunità possono autoprodursi il materiale informativo / tutti possono avere un sito / tutti possono fare foto in alta risoluzione, ritoccarle e modificarle / e tutto con pochi soldi e pochissima conoscenza tecnica. Il computer dà anche voce a chi non ha studiato però ha talento naturale: ci sono lavori casalinghi ottimi e a volte migliori di quelli professionali. E’ raro ma succede.
L’effetto negativo è quello che hai citato, ma appunto non è colpa di una categoria, tantomeno dei grafici che con l’era digitale hanno perso lavoro e autorevolezza – guadagnando però in velocità di esecuzione, libertà creativa e facilità nel lavoro di gruppo e a distanza.
Quello che si sta perdendo secondo me è il valore della strategia di comunicazione (di cui la grafica è una delle parti): è il frutto dell’attuale cultura della visione dove vale solo l’aspetto esteriore, facile e immediato, mentre si tende ad ignorare o sminuire il progetto da cui provengono lo stile e la forza comunicativa.
Per creare una comunicazione efficace non basta saper usare qualche software grafico.

stailuan
Giugno 25, 2012 9:23 am

Ciao Caio, grazie per il tuo intervento e per i tuoi appunti precisi e puntuali che vanno a colmare alcune lacune del mio post.
Piacere di conoscerti!

caio
Giugno 25, 2012 12:28 pm

piacere Andrea!
ogni tanto OriginalAsker ti ritwitta e così eccomi qui.
grazie a te e complimenti per la trasmissione :))
@caiomoli

La scelta del grafico. Guida semi-seria per i clienti. | Pensieri & Caffelatte
Giugno 26, 2012 10:40 am

[…] scorsa settimana ho parlato del diffuso problema della realizzazione dei loghi e degli atteggiamenti sbagliati da parte del cliente nei confronti del grafico o dell’agenzia […]

ILMarx
Aprile 24, 2013 2:50 am

Cazzeggiavo sul tuo sito e di colpo mi ha folgorato il ricordo di questa conversazione letta online:
http://www.27bslash6.com/p2p2.html

stailuan
Aprile 27, 2013 7:30 am

Grazie, appena sarò più in forze mentali, vedrò di leggerla perchè pare interessante 😀

2013: un anno di post | Pensieri & Caffelatte
Gennaio 2, 2014 11:27 am

[…] • Il logo: guida semi-seria per i non grafici La prima delle guide semi-serie è riuscita per un soffio ad entrare nella top ten dell’anno […]

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