Guida semi-seria alla definizione di Logo.

Scrive il lettore Massimo (anche se, cercando su google il suo indirizzo e-mail, sembra chiamarsi Stefano):
Diventa adulto e prova a riempire il web con cose perlomeno minimamente utili, anche se il tuo logo riporta chiaramente la levatura dei tuoi interventi (NDR. inutilità in rete).
Tutto questo mi fornisce lo spunto per renderlo felice e scrivere finalmente un post di pubblica utilità: la guida semi seria alla definizione di logo.
Ci sono infatti alcuni problemi di comunicazione quando si parla di logo, marchio, illustrazione, brand, claim, slogan etc. Se queste parole esistono, il motivo non è necessariamente “perchè ci piace coniare sinonimi“, bensì perché ognuno di questi termini porta con sè un significato ben preciso, che ora andremo ad analizzare. E scopriremo che, contrariamente a quanto pensi il mio affezionato lettore, in questo blog non è presente alcun logo che parla di “inutilità in rete“.
In realtà su internet l’argomento viene già trattato con vagonate di post e fiumi di parole, ma siccome sembra ci siano ancora problemi di nomenclatura, cerchiamo di portare luce nelle tenebre.
Iniziamo con ordine facendo chiarezza: il mio blog “Pensieri & Caffelatte” non ha un logo.
Quello che viene citate dal nostro amico è un contenuto della header.
Potremmo ipotizzare che alcuni elementi presenti presenti nella header siano il logo, ma non è mai stato stabilito ufficialmente.

  • LA HEADER

Dicesi header il contenuto della parte alta della grafica di un sito web o di un blog.
Solitamente è costituita da un’immagine di impatto correlata da altri elementi caratterizzanti quali il marchio, il pay-off etc, il suo andamento è solitamente orizzontale e può essere statica o dinamica (i suoi contenuti stanno fermi o si muovono).
Nel caso specifico di questo blog, nella header troviamo una campitura piatta celeste sulla quale sono posizionate una illustrazione, il titolo del blog, il claim e tre icone che linkano twitter, facebook e i feeds.

  • Il BANNER

Il banner, meglio noto anche come web banner è normalmente utilizzato per pubblicare informazioni varie, solitamente ADV. Le dimensioni possibili sono molteplici e può avere andamento orizzontale o verticale. Difficilmente un banner viene creato con dimensioni random in altezza e larghezza, bensì a seconda del budget che il cliente è disposto a spendere, verrà a lui proposto un banner di determinate dimensioni collocabile in precisi punti del sito.
Anche il banner può essere statico (l’immagine è ferma, non si muove) oppure dinamico (gif o flash).
Dico “meglio noto come web banner” in quanto esistono anche i banner “fisici” che, per capirci, sono ad esempio quelli stampati su pvc, con ai bordi degli occhielli dove si fa passare il cavo per appenderli.
Fatte queste dovute precisazioni entriamo nel vivo del post e andiamo a parlare di Logo, Marchio e Brand.

  • IL LOGO

Il “Logotipo o logo“, è un termine che deriva dal greco logos (parola, discorso). E fino a qui direte “chissenefrega“, ok e vi posso anche dare ragione.
Diciamo che è la parte che si può leggere e pronunciare di un marchio: è il nome della marca scritto con segni alfabetici.
E’ la parola che sta per il nome del prodotto o dell’azienda, solitamente “scritta” mediante un lettering studiato appositamente, che quindi lo rende distintivo.

  • IL PITTOGRAMMA

Ommioddio che cos’è?
Il “Pittogramma“, è la parte simbolica, il disegno, e riproduce graficamente l’oggetto rappresentato.
Un pittogramma può essere astratto e quindi appartenere agli “ideogrammi” oppure somigliare a qualcosa di concreto ed essere quindi “iconografico”.
L’esempio più concreto e conosciuto si possa tirar fuori è il “baffo” della Nike.

  • IL MARCHIO

Il mio professore di matematica del liceo mi diceva sempre che non si possono sommare pomodori a pinguini, ciononostante sommando il pittogramma al logotipo otteniamo il marchio.
Ma un marchio può essere costituito anche solo da uno dei due elementi.
Uff.
Come dice Wikipedia
Il marchio è un qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, in particolare parole (compresi i nomi di persone), disegni, lettere, cifre, suoni, forma di un prodotto o della confezione di esso, combinazioni o tonalità cromatiche, purché siano idonee a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli delle altre.

  • BRAND

Passiamo al concetto di Brand.
Questo termine, in inglese, significa marca.
Il brand non è cosmesi, non è un segno, non è mera grafica bensì una parola che rappresenta la somma di moltissimi elementi.
Paolo Ratto scrive che un brand è formato da elementi fisici, personalità, cultura, relazione, immagine riflessa e immagine di sè: siccome mi sembra stupido fare il riassunto del suo post, vi invito ad andare direttamente a leggerlo.
Tirando le somme, potete capire che la frase tirata in ballo dal nostro amico “inutilità in rete” non è un logo, potrebbe essere uno slogan, un claim o un pay-off: ma questa è un’altra storia, di cui parleremo in altre occasioni.
Enjoy.

3 Comments

Angelo
Aprile 3, 2013 9:23 am

Interessante, però ho letto definizioni che variano dalle tue.
Cioè, su molti testi logo e logotipo non sono la stessa cosa, molto spesso invece c’è l’analogia tra marchio e logotipo. Questa è la mia precisazione, non che sia legge, ma è quella che ho sempre saputo, che sempre mi hanno detto e che ho letto più spesso.
Però, ripeto, la definizione di Logotipo rimane molto “libera” e non si capisce bene cosa sia.

stailuan
Aprile 3, 2013 9:29 am

Molto d’accordo con te.
Nonostante faccia grafica da un pochi di anni ormai, ho trovato un sacco di definizioni discordanti in merito, non so dovute a quale caos primordiale.
Nella stesura di questo post ho consultato un sacco di altri post e siti, proprio per non cadere in errore, ma mi sono trovato davanti a una varietà di definizioni infinite e ho cercato di scremarle facendo una media delle fonti che a me sembravano più autorevoli.
Poi potrei cadere anche in in errore eh, sono tutt’altro che infallibile 🙂

Abarth
Aprile 4, 2013 8:36 am

Caro Massimo, o Stefano, o come STRAMMINGHIA ti chiami, di web e di sciallo non capisci una beneamata sega.
Sentitamente,
un amico.

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